Novità

 

L’autunno è l’ultima stagione dell’anno

di Nasim Marashidisponibile2

pp. 208
ISBN 978-88-96908-09-9
€ 15,00

Traduzione dal persiano di Parisa Nazari
In copertina: illustrazione di Iman Raad

 

Tre giovani donne, la cui amicizia è nata nelle aule della facoltà di ingegneria dell’Università di Tehran, si confrontano, sulla soglia dei trent’anni, con scelte importanti dalle quali dipenderà il loro destino futuro.
Leila cerca disperatamente di ritrovare il suo posto nel mondo dopo che ha deciso di non seguire il marito all’estero per proseguire gli studi. Incapace di rassegnarsi alla fine di quello che era stato un grande amore e un matrimonio felice, cerca conforto nel lavoro in un giornale che le mutate condizioni politiche costringeranno di lì a poco a chiudere. Attorno a lei si muovono le figure di Roja e Shabane, con le loro storie familiari e le angosce di chi si appresta ad entrare nel mondo degli adulti. Roja coltiva il sogno di un dottorato in Francia e di una carriera importante, per il quale è pronta a sacrificare il legame con la madre e con il fratello, suoi unici affetti dopo la morte tragica del padre. Shabaneh vive il rimorso di aver forse provocato il dramma che rende infelice la sua famiglia e oscilla tra il desiderio di vivere una propria vita, sposando finalmente un collega di lavoro la cui pazienza è giunta ormai al limite, e il timore di venir meno al suo dovere di figlia.

Tre storie che si intrecciano nella Tehran dei nostri giorni mettendo in luce problematiche personali e sociali che contraddistinguono tanti giovani della classe media urbana

Vivere a Tehran oggi, con i problemi, i timori e le inquietudini che segnano il passaggio all’età adulta in un Paese dai contrasti ancora forti. Tre giovani donne che affrontano il futuro, lacerate dal dramma di non essere più come le madri e ancora molto lontane dalla vita delle figlie che le seguiranno.

Avevo paura di addormentarmi. Avevo paura di guardare la stanza dove i tuoi vestiti erano ancora sul letto. Avevo paura di fare la doccia e levarmi l’odore del tuo corpo di dosso. Avevo paura di aprire le finestre e far uscire il tuo respiro dalla casa.