Gli autori

Mohammad Tolouei è nato a Rasht nel 1979 e vive a Tehran. Ha studiato cinema e letteratura all’università Sure e ha pubblicato diversi romanzi e racconti per adulti e ragazzi. Nel 2011 ha vinto il premio Golshiri ed è stato per dieci anni editor di Dastan, il mensile di narrativa del quotidiano Hamshahri. Nel 2018 ha fondato Nadastan, la prima rivista iraniana interamente dedicata alla non-fiction.

Mostafa Ensafi è nato nel 1987 a Tehran, città in cui vive. Svolge la professione di ingegnere civile, ma ha sempre coltivato la sua vera passione, la scrittura. Ha pubblicato racconti su giornali e riviste ed è stato a lungo editor del blog letterario “51”. Ritornerai a Isfahan, il suo primo romanzo, è uscito in Iran nel 2016 e ha catturato subito l’attenzione di pubblico e critica, collezionando numerose ristampe in breve tempo.
Mehdi Asadzadeh è nato nel 1987 e vive a Tehran. Si è laureato in Giurisprudenza e lavora come autore per il cinema, il teatro, la radio e la televisione. Ha pubblicato una raccolta di racconti e il romanzo breve L’ariete  che nel 2015 è stato scelto come miglior libro dell’anno dalla rivista Tajrobe.
Giornalista, scrittrice e sceneggiatrice, Nasim Marashi vive a Tehran dove è nata nel 1984. Autrice di vari racconti, premiati a più riprese, e di fortunate sceneggiature cinematografiche, ha pubblicato nel 2015 il suo primo romanzo, Payiz fasl-e akhar-e sal ast (L’autunno è l’ultima stagione dell’anno), premiato come miglior libro dell’anno con l’assegnazione del premio letterario Jalal Al-e Ahmad.
Mehdi Rabbi è nato il 19 Agosto 1980 ad Ahvaz, capoluogo della regione del Khuzestan, nell’Iran sud-occidentale.
Ha conseguito un master in letteratura e sta terminando un dottorato in Filosofia dell’Arte ed è docente di sceneggiatura presso l’Università di Tehran.
La sua prima raccolta di racconti Quell’angolino tranquillo a sinistra, che Ponte33 pubblica in anteprima in una lingua occidentale (è in corso anche una traduzione in inglese), è entrata nella short list dei prestigiosi premi Golshiri e Mehregan ed è poi stata finalista del premio Rowzi Rowzegari e del Premio Critica 2007.

foto mohebaliMahsa Mohebali è una delle voci più interessanti della letteratura iraniana contemporanea. Nata nel 1972 a Tehran, città in cui vive, si è laureata in discipline della musica. Ha vinto due volte il prestigioso premio letterario Golshiri per la raccolta L’amore a piè di pagina (2004) e il romanzo Non ti preoccupare (2008), in cui racconta le avventure di una ragazza tossicodipendente in una Tehran minacciata da un terremoto. Entrambe le opere sono state adattate per il teatro e rappresentate in Iran. Nel 2013 è stata ospite dell’International Writing Program dell’Università dell’Iowa.

 

salar_fotoSara Salar è nata a Zahedan, piccola cittadina del Baluchistan iraniano, nel 1966. Laureata in letteratura inglese, ha iniziato la carriera letteraria come traduttrice facendo conoscere al pubblico iraniano Haruki Murakami.Probabilmente mi sono persa, pubblicato nel 2009, è il suo primo romanzo. Il libro ha conosciuto un immediato successo (quattro edizioni e 30 mila copie vendute in pochi mesi), aggiudicandosi anche il prestigioso premio letterario Golshiri. Questa in italiano è la prima traduzione in una lingua straniera. Sono in preparazione anche l’edizione inglese e tedesca.Sara Salar vive oggi a Tehran. È sposata con Sorush Sehat, sceneggiatore e noto interprete di serie televisive, e ha un figlio.

 

Soheila Beski, nata a Tehran nel 1953, è una figura di intellettuale tra le più significative dell’Iran contemporaneo. Responsabile della rivista Memar, prestigioso periodico di design ed architettura, dedica alla letteratura un impegno costante come scrittrice, ma anche come traduttrice e critica letteraria. Ha al suo attivo due raccolte di racconti e quattro romanzi. Tra questi Zarre, ‘Particelle’, la cui versione in italiano è la prima pubblicata in una lingua straniera.Soheila Beski è la promotrice del premio letterario The Story Award, che finanzia la traduzione e la pubblicazione in inglese di opere di giovani autori iraniani.
 Mostafa Mastur, nasce ad Ahvaz nel 1964. Pubblicail suo primo racconto nel 1991 e la sua prima raccolta nel 1998. A partire dal 2000, grazie ad un crescente successo di pubblico e di critica, testimoniato da numerose ristampe delle sue opere e dall’attribuzione di diversi premi letterari, Mastur viene considerato tra gli scrittori iraniani più interessanti della generazione arrivata alla letteratura seguendo gli ideali della rivoluzione.
Sperimentando forme narrative e linguaggi diversi, Mostafa Mastur si inoltra nei più diversi campi della cultura, passando dalla filosofia, al cinema, al teatro. Fine traduttore, fa conoscere in Iran le opere di Raymond Carver. Da una profonda riflessione sul senso di fallimento dell’uomo rispetto alla vita come esperienza dell’altro, di sé e di Dio, Mastur elabora storie di autentica umanità, ritraendo personaggi complessi e pulsanti che, dibattendosi tra ansie e interrogativi insistenti, raccontano di un Iran vivo e multiforme.

Mohammad Hossein Mohammadi nasce nel 1975 a Mazar-e Sharif (Afghanistan) e cresce in Iran, dove la sua famiglia si era rifugiata alcuni anni dopo la sua nascita. Conseguito il diploma, rientra in Afghanistan per studiare medicina a Balkh, ma l’arrivo dei Talebani lo costringere a rientrare precipitosamente in Iran. Dopo aver attraversato un periodo difficile durante il quale lavora anche come garzone in una sartoria, supera il concorso per l’ammissione all’Università della Radio e Televisione iraniana e inizia a dedicarsi alla letteratura. Collabora con diverse riviste letterarie e dirige la Casa della Letteratura afgana. Anjirha-ye sorkh-e Mazar (“I fichi rossi di Mazar-e Sharif”) è la sua prima raccolta di racconti con la quale ha vinto i premi Golshiri, Mehregan e Isfahan. Successivamente ha pubblicato due romanzi, una seconda raccolta di racconti e diversi saggi di storia e di critica letteraria.

 

 

Nahid Tabatabai, nata a Tehran nel 1958, si laurea in drammaturgia, mostrando fin da adolescente una spiccata predilezione per la narrativa. La sua ricca produzione include raccolte di racconti e romanzi, di cui Chehelsaleghi (“A quarant’anni”), pubblicato nel 2000, è il primo. La sua prima raccolta di racconti risale invece al 1991. Nel 1993 pubblica il racconto Hozur-e abi-ye Mina (“La presenza azzurra di Mina”), che le vale l’assegnazione di un premio speciale in occasione della celebrazione per i vent’anni della letteratura post-rivoluzionaria. Con una prosa semplice, intessuta da una fitta trama di dialoghi, Nahid Tabatabai racconta vicende quotidiane di persone comuni, per lo più donne, le cui esistenze spesso dominate dall’ansia e dall’insicurezza si svolgono come dei veri e propri microdrammi.

 

 

Fariba Vafi, una delle figure più significative del panorama letterario iraniano contemporaneo, nasce a Tabriz nel 1962. Dopo il diploma e un breve periodo di lavoro in fabbrica, frequenta a Tehran la scuola di formazione della polizia femminile islamica. Rientrata a Tabriz, viene impiegata come guardia carceraria ma abbandona il lavoro dopo solo tre mesi. Fin da giovane coltiva il sogno di diventare scrittrice e, dopo il matrimonio, pur vivendo lontana dagli ambienti letterari della capitale, riesce ad imporsi all’attenzione della critica e dei lettori. Pubblica il suo primo racconto, Râhat shodi pedar (“Ora sei in pace, papà”) nel 1988. Nel 1996 dà alle stampe una prima raccolta e quindi quattro romanzi, di cui Come un uccello in volo è il primo tradotto in italiano. Attualmente vive con la famiglia a Tehran.